Ti potrebbe anche interessare
Graff
Graff
Grohe AG
Grohe AG
Rubinetterie Stella
Rubinetterie Stella
Soprema S.p.A.
Soprema S.p.A.
Ha pubblicato una collezione di texture

Scopri subito la collezione Oltremateria ;

Sfoglia la raccolta
Sensitron
Sensitron
Ha pubblicato un articolo il 20/10/2026
Produzione alimentare e rilevazione gas

Nei processi di produzione alimentare, la qualità e la sicurezza del prodotto non dipendono solo dai processi di lavorazione e dalle certificazioni igienico-sanitarie, ma anche dall’ambiente in cui si svolgono le attività produttive.
Gas come ammoniaca, anidride carbonica o refrigeranti sintetici, utilizzati in impianti di refrigerazione e celle di stagionatura, possono rappresentare un rischio sia per i lavoratori sia per l’integrità degli alimenti. La rilevazione gas nell’industria alimentare è quindi un elemento essenziale per garantire la continuità dei processi, la sicurezza del personale e la conformità alle normative.

Produzione alimentare: perché è importante monitorare i gas
Integrare sistemi di rilevazione gas nelle aziende alimentari significa:
  • Proteggere la salute degli operatori da esposizioni a sostanze tossiche o asfissianti
  • Evitare incidenti dovuti a fughe di gas refrigeranti o combustibili
  • Preservare la qualità degli alimenti nelle fasi di conservazione e stagionatura
  • Assicurare la conformità a standard di sicurezza e certificazioni (HACCP, ISO 22000)
  • Ridurre i rischi di fermi produzione o perdite economiche legate a contaminazioni
Produzione alimentare: Le principali fonti di rischio
Le perdite di gas possono verificarsi in diverse fasi della filiera alimentare:
  • Impianti di refrigerazione industriale (celle frigo, tunnel di surgelazione)
  • Camere di stagionatura e atmosfera controllata (CO₂, N₂)
  • Impianti di produzione e lavorazione con utilizzo di ammoniaca o refrigeranti fluorurati
  • Magazzini e aree di stoccaggio a temperatura controllata
  • Cucine industriali e impianti a gas combustibile (metano, GPL)

Produzione alimentare: quali gas monitorare
Tra i gas più comuni da rilevare negli stabilimenti alimentari troviamo:
  • Ammoniaca (NH₃): molto usata nei sistemi di refrigerazione, tossica e irritante.
  • Anidride carbonica (CO₂): utilizzata in atmosfere controllate e celle frigo; in concentrazioni elevate può causare asfissia.
  • Gas refrigeranti (HFC, HFO, R32): possibili fughe dai circuiti di raffreddamento, con rischi per ambiente e sicurezza.
  • Metano e GPL: utilizzati in cucine e impianti energetici, infiammabili ed esplosivi in caso di perdita.
  • Ossigeno (O₂): monitorato nelle aree a atmosfera modificata, per garantire condizioni sicure e preservare la qualità dei prodotti.

Sensitron
Eurotubi Europa
Eurotubi Europa
Ha pubblicato un articolo il 15/09/2026
Ottenute le certificazioni EPD “Dichiarazione Ambientale di Prodotto” anche per le gamme Pressfitting AISI 304

Eurotubi Pressfitting gamme inox: sono disponibili alla pagina “certificazioni” tutte le dichiarazioni ambientali di prodotto. Dopo il primario ottenimento della certificazione relativa alla gamma inox AISI 316L con profilo M, ora potrete consultare e scaricare liberamente anche le certificazioni relative alle gamme pressfitting in acciaio inox AISI 304, V e M e AISI 316L con profilo V.


Richiesta in particolare dai mercati europei più attenti ai temi della sostenibilità, primi tra tutti la Scandinavia e la Germania, la certificazione EPD costituisce oggi un requisito imprescindibile per i materiali impiantistici utilizzati dai costruttori che mirano a ottenere le certificazioni di edilizia sostenibile e a partecipare a gare d’appalto pubbliche, sempre più rigorose sotto il profilo dell’impatto ambientale.

I certificati EPD, “dichiarazione ambientale di prodotto”, consentono di comunicare in maniera trasparente, oggettiva e comparabile l’impatto ambientale di un prodotto lungo l’intero ciclo di vita, dalla fase produttiva fino allo smaltimento. Questo strumento supporta i produttori, gli utilizzatori e gli stakeholder nel compiere scelte più consapevoli e orientate alla sostenibilità.

Perché l’EPD è uno strumento indispensabile per l’ambiente e il settore delle costruzioni?
La Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) agisce come una carta d’identità ecologica. In un mercato spesso saturo di promesse ambientali generiche, questo documento sposta l’attenzione dalle parole ai dati, offrendo una misurazione oggettiva dell’impatto di un prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita.

Misurazioni certe contro ogni possibile ambiguità ambientale
Il primo valore dell’EPD è la trasparenza. Non si basa su stime approssimative, ma su un’analisi rigorosa che quantifica emissioni di CO₂, i consumi di energia e l’utilizzo delle risorse idriche. Il fatto che i dati siano verificati da enti esterni indipendenti elimina il rischio di dichiarazioni ingannevoli, garantendo che ogni affermazione sulla sostenibilità sia supportata da prove scientifiche. Questo permette ai progettisti e agli acquirenti di confrontare i prodotti sulla base del loro reale impatto ambientale, premiando chi si impegna davvero a ridurre l’impronta ecologica.

Un motore reale per l’efficienza e il riciclo dei prodotti
Oltre alla comunicazione esterna, l’EPD è un prezioso strumento di autovalutazione. Analizzando ogni singola fase del processo, le aziende possono individuare con precisione dove si verificano i maggiori sprechi. Questo monitoraggio costante spinge a ottimizzare la logistica, ridurre i consumi energetici e integrare materiali di recupero, favorendo un modello di economia circolare. Migliorare i parametri di una dichiarazione ambientale significa, nei fatti, investire in tecnologie più pulite e processi produttivi più snelli.

Standard comuni e accesso globale alle informazioni ambientali
L’EPD standardizza il linguaggio della sostenibilità, essendo riconosciuta a livello internazionale e richiesta dai principali protocolli di bioedilizia e dalle normative sugli appalti pubblici. Inoltre, favorisce la circolazione di prodotti a basso impatto senza barriere burocratiche. Adottare questo strumento non è solo una scelta etica, ma una necessità operativa per operare in contesti dove il rispetto dell’ambiente è ormai un requisito d’accesso obbligatorio.

L’EPD trasforma la responsabilità ambientale in una pratica gestionale quotidiana, rendendo la salvaguardia del pianeta un obiettivo misurabile e raggiungibile.

Continua a leggere l'articolo 

Eurotubi Europa
Elbi S.p.A.
Elbi S.p.A.
Ha pubblicato un video sulla sua pagina aziendale

Video Aziendale Elbi

Ermetika s.r.l.
Ermetika s.r.l.
Ha pubblicato un catalogo sulla sua pagina aziendale

2026_ERMETIKA_INSPIRATIONAL-CATALOGUE

2026_ERMETIKA_INSPIRATIONAL-CATALOGUE
Glassfire
Glassfire
Ha pubblicato un video sulla sua pagina aziendale

Glassfire a MadeExpo25

SkeinBIM
SkeinBIM
Ha pubblicato un post

POV: hai perso la prima occasione ma l’universo ha deciso di darti un’altra chance. 🫠

La domanda è: la coglierai? 👀

Corri sul sito e riserva il tuo posto per la prima BIM Night: https://bimnight.com/ ⭐️🥂🕺🏼

*Evento organizzato da Skeinholding Srl Società Benefit

#BIMNight #BIM #Networking #BIMCommunity #EventoBIM #Brescia #BrixiaForum #Skeinholding

SkeinBIM
MMLampadari
MMLampadari
Ha pubblicato una raccolta di oggetti BIM

Scopri subito la collezione MMLampadari;

Sfoglia la raccolta
SkeinBIM
SkeinBIM
Ha pubblicato un post

⏳ Manca poco!

Martedì 22 settembre chiudono le iscrizioni alla BIM Night.

Per partecipare è necessario prenotare il proprio posto sul sito ufficiale.
I posti sono limitati: se vuoi esserci, non aspettare oltre.

👉 Prenota ora: https://bimnight.com/

CONNECT. SHARE. ENJOY. ✨

#BIMNight #BIM #Networking #BIMCommunity #EventoBIM #Brescia #BrixiaForum #Skeinholding

SkeinBIM
Ha pubblicato una collezione di texture

Scopri subito la collezione SkeinBIM;
contiene più di 247 texture

Sfoglia la raccolta
Eclisse
Eclisse
Ha pubblicato un articolo il 13/10/2026
Un progetto dove memoria e materia trovano un nuovo equilibrio

Affacciata sul paesaggio della Valtellina, con una vista aperta su Sondrio e sulle montagne della Valmalenco, Villa GI è il risultato di un intervento di ristrutturazione concluso nel 2025 che ha trasformato una villa unifamiliare degli anni Sessanta in un’abitazione contemporanea. Il progetto, firmato dall’architetto e proprietario Davide Moroni, non si limita a ripensare un immobile esistente, ma dà nuova forma a quella che era la vecchia casa dei nonni, un luogo carico di storia e ricordi da conservare. 

L’intervento ha comportato demolizioni e la successiva ridefinizione degli spazi su due livelli. La nuova organizzazione mette al centro il piano primo, pensato come un grande open space in cui ingresso, soggiorno e cucina si susseguono secondo una logica fluida, mentre al piano superiore si sviluppa una zona notte più raccolta, giocata su proporzioni più intime, soffitti ribassati nei corridoi e aperture verticali in corrispondenza delle camere.

Uno degli aspetti più significativi del progetto è il modo in cui gli elementi del passato vengono mantenuti e rimessi in scena. Non come parentesi decorative, ma come parti attive del nuovo racconto domestico. All’ingresso trova posto il divano di famiglia di fine Ottocento, collocato in una posizione precisamente studiata davanti alla porta blindata d’ingresso. Nella zona giorno compare il pianoforte, insieme all’impianto stereo originale anni Settanta, mentre altri oggetti ereditati, come il baule della nonna e la scala storica, contribuiscono a costruire una continuità emotiva con la storia dell’abitazione. Ogni arredo importante viene trattato come un punto fisso del progetto, non come un elemento da aggiungere in un secondo momento. 

L’ingresso è pensato come uno spazio di sospensione, una soglia vera e propria prima dell’apertura del living. Non introduce subito al soggiorno, ma prepara l’esperienza domestica attraverso una definizione cromatica e volumetrica precisa. Il blu petrolio segna la presenza e sottolinea il carattere di volume autonomo, una sorta di scatola interna che organizza il passaggio e stabilisce una relazione con la struttura esistente. È una scelta che ritorna in altri punti strategici della casa e che diventa uno dei fili conduttori dell’intero intervento. 

La zona giorno si sviluppa come un ambiente ampio che apre verso il panorama esterno. La vista sulla città sottostante e sulla valle entra nel progetto come parte integrante dell’esperienza spaziale. A caratterizzare l’ambiente non è soltanto la luminosità, ma anche il dialogo tra superfici neutre, materia grezza e segni fortemente espressivi. Pilastri e travi esistenti vengono lasciati in cemento a vista e valorizzati nella loro ruvidità, mentre il camino bifacciale introduce una soglia interna tra zona relax e zona pranzo-cucina senza interrompere il continuum visivo. La separazione funzionale avviene per addizione di elementi architettonici e non per compartimentazione. 

La cucina è stata progettata per dialogare con il living. L’isola di generose dimensioni si rapporta direttamente al tavolo da pranzo e mantiene una visione costante sugli altri spazi della casa, così da favorire una relazione continua tra le diverse aree dell’open space. Anche sulla parete sud della cucina ritorna il tema della luce e della scansione regolare delle aperture, con cinque finestre che riprendono il ritmo del lato nord del soggiorno. Ne deriva uno spazio calibrato, in cui il disegno degli elementi su misura e la distribuzione delle funzioni concorrono a creare ordine ed equilibrio. 

I prodotti ECLISSE sono stati utilizzati in più punti dell’abitazione. L’esempio più significativo si trova all’interno di un volume compatto, un cubo dello stesso colore dell’ingresso blu petrolio, presenza netta ma perfettamente integrata nel sistema spaziale della casa che contiene al suo interno un bagno di servizio. L’accesso avviene attraverso una porta a battente filomuro a tutta altezza, priva di traverso superiore per eliminare il sopraluce e ottenere un continuum architettonico del corridoio, senza interruzioni nel disegno verticale della parete. La porta non si legge come un corpo aggiunto, ma come parte del volume stesso. All’interno del bagno, il rivestimento in microcemento e gli arredi su misura disegnati dall’architetto rafforzano l’idea di essenzialità compatta e controllata. 

La scala viene reinterpretata come parte centrale dell’intervento, un “cubo nel cubo” il cui primo gradino sospeso e retroilluminato ne dichiara immediatamente il carattere. Per amplificarne la presenza, sono state demolite le vecchie pareti e rimossi anche i controsoffitti preesistenti, così da restituire una maggiore apertura verticale agli ambienti. Il cemento grezzo di colonne e travi viene mantenuto anche qui, mentre listelli di legno e ferro delimitano senza chiudere, introducendo un filtro visivo leggero capace di articolare il passaggio senza sottrarre respiro all’insieme. 

Al piano superiore, l’atmosfera si fa più raccolta. I corridoi si attestano a 240 cm di altezza e introducono a camere in cui il soffitto si apre nuovamente, rivestito in tavole di abete sbiancato con nodi a vista. È un linguaggio più intimo che dialoga con il pavimento in rovere scuro e crea un contrasto misurato con la matericità più ruvida e minerale del livello inferiore. Anche qui torna il tema del piccolo atrio, dello spazio filtro, della soglia come occasione progettuale e non come semplice passaggio. Di nuovo, le porte a tutta altezza contribuiscono a non spezzare le superfici, dare continuità alle pareti senza introdurre cornici visive superflue. Sempre in ottica di eliminare il superfluo, altre soluzioni filomuro sono state adottate per occultare vani di servizio o per accedere alla cabina armadio.  

L’intervento di ristrutturazione è completato da un importante lavoro sulle prestazioni dell’edificio. La villa integra ventilazione meccanica controllata con climatizzazione e deumidificazione, impianto fotovoltaico da 8 kW con batteria di accumulo da 15 kW, colonna per la ricarica dell’auto elettrica, domotica, riscaldamento a pavimento, cappotto da 18 cm e isolamento in copertura da 22 cm in lana di roccia, oltre a serramenti con triplo vetro e monoblocchi. Anche il camino, ad alto rendimento e con mattonelle refrattarie, partecipa a questa visione della casa come luogo in cui qualità architettonica e comfort procedono di pari passo. 

Villa GI è il risultato di un delicato equilibrio tra memoria privata e chiarezza contemporanea. La casa non rinuncia alla propria storia, ma la rilegge, facendo convivere strutture lasciate a nudo, cromie profonde, arredi su misura e soluzioni capaci di sostenere la continuità dell’insieme. 

Eclisse
MMLampadari
MMLampadari
Ha pubblicato una raccolta di oggetti BIM

Scopri subito la collezione MMLampadari;
contiene più di 9 oggetti BIM

Sfoglia la raccolta
MITA Cooling Technologies S.r.l.
MITA Cooling Technologies S.r.l.
Ha pubblicato un video sulla sua pagina aziendale

MCC Torre di Raffreddamento a Circuito Chiuso da MITA: scoprila con la Realtà Virtuale

Elesi Luce
Elesi Luce
Ha pubblicato un video sulla sua pagina aziendale

Collezione Alba

Ha pubblicato una collezione di texture

Scopri subito la collezione Glassfire;

Sfoglia la raccolta
F.C.R.
F.C.R.
Ha pubblicato una raccolta di oggetti BIM

Scopri subito la collezione F.C.R.;
contiene più di 6 oggetti BIM

Sfoglia la raccolta
Elektrovent
Elektrovent
Ha pubblicato una raccolta di oggetti BIM

Scopri subito la collezione Elektrovent;

Sfoglia la raccolta
Glassfire
Glassfire
Ha pubblicato un articolo il 03/09/2026
Approfondimenti sulle ultime modifiche al Codice di Prevenzione incendi

Nel contesto della progettazione contemporanea, l’architetto, l’ingegnere e il responsabile della sicurezza si confrontano quotidianamente con un imperativo ineludibile: la tutela della vita umana e l’integrità patrimoniale. Questa responsabilità si manifesta con particolare acuità nell’ambito della sicurezza antincendio, un dominio regolato dal Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 03/08/2015 e s.m.i.). La sua comprensione approfondita non è meramente una questione di adempimento burocratico, bensì un pilastro metodologico che orienta ogni scelta progettuale, specialmente in relazione a componenti strutturali e funzionali critici quali i serramenti vetrati tagliafuoco.
La dinamica evolutiva della normativa impone un aggiornamento costante e una perspicace interpretazione delle sue implicazioni dirette sul progetto.

Il Codice: Da Prescrizione a Paradigma Prestazionale
Il D.M. 03/08/2015 ha rappresentato una svolta epistemologica nella disciplina della prevenzione incendi italiana. Abbandonando un approccio prevalentemente prescrittivo, ha introdotto una metodologia prestazionale, ponendo l’accento sul raggiungimento di obiettivi di sicurezza definiti, piuttosto che sull’applicazione pedissequa di soluzioni predeterminate. Questa impostazione conferisce al progettista una maggiore autonomia decisionale, ma al contempo ne amplifica la responsabilità, richiedendo una rigorosa dimostrazione dell’efficacia delle soluzioni adottate.
Le successive modifiche e integrazioni al Codice non sono semplici emendamenti, ma riflettono l’evoluzione delle conoscenze scientifiche, l’introduzione di nuove tecnologie e una rinnovata consapevolezza dei profili di rischio. In tale scenario, i serramenti vetrati non sono più concepiti come meri elementi di chiusura, bensì come componenti intrinsecamente attivi e strategici nella compartimentazione antincendio e nella gestione dell’emergenza. La loro integrazione nel sistema edificio deve essere improntata a una visione olistica della sicurezza.

Il Serramento Vetrato Tagliafuoco: Un Elemento Critico di Compartimentazione
La selezione e l’integrazione di un serramento vetrato tagliafuoco in un progetto non possono prescindere da una valutazione meticolosa dei rischi e dall’adozione di misure antincendio commisurate. Il Codice di Prevenzione Incendi richiede che tali elementi garantiscano prestazioni specifiche e misurabili sotto l’azione termica dell’incendio:
  1. Resistenza Meccanica (R): La capacità dell’elemento di mantenere la propria stabilità strutturale e portanza, scongiurando il collasso, anche in condizioni di elevato stress termico e deformazione.
  2. Ermeticità ai Fumi e ai Gas Caldi (E): La proprietà di impedire il passaggio di fiamme, fumi e gas di combustione dalla compartimentazione incendiata a quella adiacente. Tale prestazione è dirimente per la salvaguardia delle vie di esodo e per il contenimento della propagazione dei prodotti tossici della combustione.
  3. Isolamento Termico (I): La capacità di limitare la trasmissione del calore per irraggiamento e conduzione dalla faccia esposta al fuoco a quella non esposta, prevenendo l’innesco di incendi secondari per irraggiamento e mantenendo condizioni termiche compatibili con la permanenza o l’esodo delle persone.
Le classificazioni di resistenza al fuoco (es. EI 30, EI 60, EI 120) non sono mere denominazioni, ma indicatori precisi delle prestazioni garantite per un determinato intervallo temporale, validate attraverso rigorose prove di laboratorio. Una scelta incongrua o un’installazione non conforme possono compromettere irrimediabilmente l’efficacia dell’intera strategia di sicurezza dell’edificio.

Continua a leggere l'articolo >

Glassfire
SkeinBIM
SkeinBIM
Ha pubblicato un post

Il conto alla rovescia è iniziato. ⏳
Mancano solo 15 giorni al BIMeet&Greet.

Il 1° e 2 ottobre ci ritroviamo a Brescia per due giornate di confronto, formazione, networking e solidarietà.

📍 1–2 ottobre 2026 | Brescia
🎟️ Hai già il tuo biglietto? → https://bimeetandgreet.com/biglietti/

Ci siamo quasi. Ci vediamo al BIMeet&Greet.

#BIMeetandGreet #BIM #BuildingInformationModeling #BIMCommunity #DigitalConstruction #DigitalTransformation #EventoBIM #AEC #Brescia #SkeinBIM #BIMKnow #FondazioneNadiaToffaOnlus

SkeinBIM
Trocellen S.p.A.
Trocellen S.p.A.
Ha pubblicato un catalogo sulla sua pagina aziendale

TROSIL® TROSIL TECH®

TROSIL® TROSIL TECH®
Ha pubblicato una collezione di texture

Scopri subito la collezione Oltremateria ;

Sfoglia la raccolta