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🌙BIM NIGHT IS ON!

CONNECT. SHARE. ENJOY. 🥂

L'1 ottobre, dopo la prima giornata di BIMeet&Greet, ci si vede alla BIM Night! 🎉

Una serata per conoscere persone nuove, scambiare idee, fare networking... ma anche per mangiare, chiacchierare e divertirsi insieme.

E dopo cena? Si alza la musica con DJ Set. 🎧

📅 1 ottobre 2026
🕗 Dalle 20:00
📍 Teatro DisPlay - Brescia

⚠️ I posti sono limitati!
Le prenotazioni sono aperte: riserva il tuo posto!

👉🏻 Tutte le info e i biglietti sono disponibili sul sito: https://bimnight.com/

Un evento organizzato e promosso da Skeinholding Srl Società Benefit.

#BIMNight #BIM #Networking #BIMCommunity #EventoBIM #Brescia #BrixiaForum #Skeinholding

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Due giornate di confronto, formazione e aggiornamento sui temi che stanno trasformando il mondo dell'architettura, dell'ingegneria e delle costruzioni.

Partecipando a BIMeet&Greet 2026 potrai richiedere l’attestato di partecipazione, valido ai fini del mantenimento delle certificazioni BIM.

📅 1–2 ottobre 2026

📍Brescia · Teatro DisPlay, Brixia Forum

Vivi l’evento, mettiti in gioco, confronti con la community e porta con te anche il valore della tua partecipazione.

🎟️ Biglietti disponibili qui: Biglietti BIMeet&Greet 2026 | E-ticket

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Ha pubblicato un articolo il 06/08/2026
Il futuro della sicurezza

Il settore dell’edilizia e, in particolare, quello della sicurezza antincendio, è in una fase di profonda trasformazione. Architetti, ingegneri, fornitori e tecnici sono costantemente chiamati a rispondere a sfide crescenti, dettate non solo da normative sempre più stringenti, ma anche da un’accresciuta sensibilità verso l’integrazione estetica, la sostenibilità e l’efficienza tecnologica. In questo scenario, i serramenti tagliafuoco non sono più semplici barriere passive, ma elementi attivi e intelligenti, fondamentali per la sicurezza e la funzionalità degli edifici.


Le Nuove Frontiere dei Serramenti Tagliafuoco e la Protezione Passiva
Le tendenze attuali delineano un percorso chiaro per il futuro della protezione passiva al fuoco e l’evoluzione dei serramenti tagliafuoco:

  1. Integrazione tra Sicurezza e Design: L’imperativo attuale è superare la scissione tra funzionalità e estetica. Gli elementi di sicurezza come i serramenti tagliafuoco, devono armonizzarsi con il design complessivo dell’edificio, contribuendo a spazi luminosi, aperti e visivamente gradevoli, senza compromettere le prestazioni antincendio.
  2. Materiali Innovativi e Sostenibilità per i Serramenti Antincendio: La ricerca si concentra su materiali ad alte prestazioni che garantiscano resistenza al fuoco, durabilità e un ridotto impatto ambientale. L’efficienza energetica e la sostenibilità dei prodotti sono diventate metriche cruciali nella scelta dei componenti edilizi, inclusi i serramenti antincendio.
  3. Soluzioni “Smart” e Digitalizzazione dei Sistemi Tagliafuoco: L’avvento dell’Internet of Things (IoT) e dei sistemi di Building Management System (BMS) sta rivoluzionando la gestione della sicurezza. I serramenti tagliafuoco “intelligenti” sono in grado di comunicare con i sistemi centralizzati, fornendo dati in tempo reale sullo stato dell’edificio e migliorando la reattività in caso di emergenza. La digitalizzazione facilita il monitoraggio, la manutenzione predittiva e la gestione remota degli impianti.

La Risposta di Glassfire: Innovazione nelle Soluzioni Vetrate Tagliafuoco
In questo contesto dinamico, Glassfire si posiziona all’avanguardia, investendo significativamente in ricerca e sviluppo per offrire soluzioni vetrate tagliafuoco che non solo rispettano, ma anticipano le esigenze del mercato. La nostra visione si concretizza in prodotti che sono il risultato di un’attenta analisi delle sfide future e delle opportunità tecnologiche.
Le nostre soluzioni vetrate tagliafuoco sono progettate per essere elementi intelligenti capaci di integrarsi fluidamente con i più moderni sistemi di gestione degli edifici. Questo significa non solo una protezione passiva efficace, ma anche un contributo attivo alla sicurezza complessiva tramite la connettività e la raccolta dati.
Utilizziamo vetri tagliafuoco di nuova generazione e profili innovativi che massimizzano la trasparenza e l’ingresso della luce naturale, un aspetto cruciale nell’architettura contemporanea. Questa attenzione al design non compromette in alcun modo le prestazioni EI certificate, garantendo la compartimentazione e la resistenza al fuoco necessarie per la protezione di persone e beni.
Inoltre, la progettazione dei nostri sistemi è orientata a una installazione più rapida e meno invasiva. Questo aspetto è di fondamentale importanza per ottimizzare i tempi di cantiere, ridurre i costi di manodopera e minimizzare l’impatto sulle strutture esistenti, offrendo un vantaggio competitivo significativo per installatori e general contractor.

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Diasen s.r.l.
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Ha pubblicato un articolo il 01/09/2026
Architettura Biofilica e Materiali Naturali: La Visione di Kengo Kuma tra Mediterraneo e Giappone

“Penso che il Mediterraneo abbia una lunga storia di conversazioni con i materiali“.
Con queste parole, l’architetto giapponese Kengo Kuma ha aperto la sua riflessione sui legami profondi tra natura, materiali e architettura, condividendo una visione che intreccia due culture apparentemente distanti ma intimamente connesse: quella del bacino mediterraneo e quella giapponese. Un dialogo che va oltre la geografia per abbracciare una filosofia progettuale radicata nel territorio, nella sostenibilità e nel rispetto per l’ecosistema.

Mediterraneo e Giappone: Due Culture, un Unico Dialogo con i Materiali
La natura del Mediterraneo possiede caratteristiche uniche e una bellezza distintiva che si manifesta attraverso una straordinaria ricchezza materica. Il ferro, le pietre speciali, il calore del clima hanno generato nel tempo una diversità che l’architettura ha saputo interpretare e valorizzare, stabilendo un legame indissolubile con questa varietà naturale. L’architettura mediterranea è profondamente collegata a questa diversità, in un rapporto che si è consolidato attraverso i secoli.

Questa condizione trova un’eco sorprendente nel contesto giapponese. Sebbene il Giappone non sia un grande paese dal punto di vista territoriale, presenta una diversità naturale notevole: molteplici tipologie di alberi, pietre e risorse naturali hanno permesso agli architetti giapponesi di sviluppare una tradizione progettuale che lavora con questi materiali da generazioni. 

La convergenza tra le due culture risiede proprio in questo: i materiali e la vita delle persone sono profondamente collegati, sia nel Mediterraneo che in Giappone. Le condizioni sono sorprendentemente simili, creando una base comune per un’architettura che ascolta il territorio, rispetta le risorse locali e costruisce spazi in armonia con l’ambiente circostante.

La Biofilia come Fondamento della Pratica Progettuale 
Negli ultimi vent’anni, la biofilia è emersa come uno dei principali concetti della pratica architettonica di Kengo Kuma. Sebbene la sua preferenza personale rimanga il legno, l’approccio biofilico ha ampliato significativamente la comprensione dell’uso dei materiali, fornendo indicazioni preziose che vanno ben oltre la superficie. 

“La biofilia mi ha dato molte indicazioni sull’ecosistema totale dell’edificio“, sottolinea l’architetto. L’architettura biofilica non si limita infatti all’applicazione di materiali naturali sulle superfici per un effetto estetico. Il vero obiettivo è utilizzare i materiali naturali come parte dell’ecosistema, integrandoli in un sistema più ampio e complesso.

Quando questa filosofia viene estesa all’intero edificio, la costruzione può diventare parte dell’ecosistema del paese stesso. Questo approccio sistemico rappresenta un cambio di paradigma fondamentale: i materiali naturali non sono semplici finiture decorative, ma elementi attivi che contribuiscono alla creazione di un ambiente vivo e in equilibrio. Portare questa idea a tutto l’edificio significa trasformare ogni progetto architettonico in un tassello di un sistema più ampio, capace di dialogare con il contesto naturale e sociale in cui si inserisce.

Sostenibilità: La Guida per Ogni Sistema dell’Edificio 
La sostenibilità guida certamente l’atmosfera naturale e calda degli spazi abitativi, ma secondo la visione di Kuma, il suo ruolo va molto oltre l’aspetto percettivo ed emotivo. La sostenibilità fornisce indicazioni fondamentali su tutto l’edificio: dalle condizioni ambientali al sistema di illuminazione naturale, dal sistema materiale a ogni componente dell’organismo edilizio. 

Ogni sistema dell’edificio è guidato dalla sostenibilità. Senza questa guida, sostiene l’architetto, non è più possibile procedere nel disegno architettonico. La sostenibilità non è quindi un valore aggiunto o un optional da considerare nelle fasi finali del progetto, ma la condizione necessaria e imprescindibile per fare architettura nel nostro tempo. È il filo conduttore che attraversa ogni scelta progettuale, dalla concezione iniziale alla realizzazione finale.

L’Acqua: Materiale ed Elemento del Ciclo Naturale 
Il ruolo dell’acqua nella riflessione progettuale di Kengo Kuma rappresenta un ulteriore esempio di come la natura possa essere integrata nell’architettura a molteplici livelli. L’acqua è parte della natura, parte del ciclo naturale, e i materiali utilizzati in architettura devono inserirsi in questo ciclo, seguendo la ruta dell’acqua stessa. 

Ma l’acqua non è solo un elemento da considerare nel sistema edilizio: in alcuni progetti, diventa essa stessa uno dei materiali principali. Nel museo di Nasu e nel museo di Brion-Vega in Portogallo, Kuma ha utilizzato l’acqua come materiale progettuale a pieno titolo. Questa scelta risponde a molteplici ragioni: l’acqua è esteticamente bellissima, ma soprattutto l’acqua moderna è parte del ciclo naturale, rappresentando un elemento di connessione profonda tra architettura e ambiente.

In questo contesto, emerge con forza il tema del riciclaggio dei materiali, che rappresenta il ruolo più importante per gli architetti contemporanei. In un’epoca in cui le risorse naturali sono limitate e l’impatto ambientale delle costruzioni è sempre più evidente, ripensare i materiali in termini di cicli e flussi diventa una responsabilità etica oltre che progettuale. Ogni materiale deve essere considerato non come un elemento isolato, ma come parte di un sistema circolare più ampio.

Un Dialogo Tra Culture per l’Architettura del Futuro 
La riflessione di Kengo Kuma ci restituisce una visione dell’architettura profondamente radicata nella materia e nel territorio, ma al tempo stesso proiettata verso il futuro. Il dialogo tra la tradizione mediterranea e quella giapponese non è un esercizio accademico o una semplice comparazione stilistica, ma una necessità pratica per affrontare le sfide dell’abitare contemporaneo. 

Entrambe le culture hanno sviluppato nel corso dei secoli una sensibilità particolare verso i materiali naturali e il contesto ambientale. Questa eredità culturale rappresenta oggi una risorsa preziosa per ripensare il modo in cui progettiamo e costruiamo i nostri spazi di vita. L’architettura biofilica, l’uso consapevole dei materiali naturali, l’integrazione degli edifici negli ecosistemi locali non sono tendenze passeggere, ma risposte concrete alle esigenze di sostenibilità e benessere che caratterizzano il nostro tempo. 

La lezione che emerge dalla visione di Kuma è chiara: l’architettura deve tornare a essere parte di una conversazione più ampia con i materiali, con la natura, con i cicli naturali. Solo così può rispondere alle sfide contemporanee senza perdere la propria identità e il proprio legame con il territorio.

Diasen e la Cultura dei Materiali come Ecosistema 
L’approccio progettuale descritto da Kengo Kuma trova una naturale risonanza nella filosofia di Diasen, azienda B-Corp marchigiana specializzata in sistemi architettonici a base di sughero e materiali naturali. Come sottolineato dall’architetto giapponese, i materiali naturali non sono semplici superfici, ma elementi vivi capaci di creare ecosistemi edilizi sostenibili e in armonia con l’ambiente.  

In Diasen condividiamo questa visione, ponendo al centro della nostra ricerca il sughero come materiale biofilico per eccellenza: naturale, tattile, evolutivo, capace di combinare estetica, prestazioni tecniche e benessere abitativo. Il nostro impegno nel promuovere un’etica dei materiali e nel costruire una bellezza che dura nel tempo si allinea perfettamente con i principi espressi da Kuma: un’architettura che ascolta, che rispetta il contesto e che restituisce centralità all’uomo e alla natura.

Attraverso la continua ricerca su materiali ecocompatibili e sistemi costruttivi innovativi, Diasen accompagna progettisti e architetti nella creazione di edifici che non si limitano a costruire spazi, ma li rendono vivi, integrandoli con il paesaggio e migliorando il benessere delle persone. Il dialogo tra Mediterraneo e Giappone, tra tradizione e innovazione, tra materia e sostenibilità continua a offrire indicazioni preziose per progettare ambienti rigenerativi che migliorano concretamente la qualità della vita delle persone e dell’ambiente che abitiamo.

A Dialogue Between Cultures for the Architecture of the Future
Kengo Kuma's reflection offers a vision of architecture deeply rooted in the material and the territory, yet simultaneously forward-looking. The dialogue between the Mediterranean and Japanese traditions is not an academic exercise or a simple stylistic comparison, but a practical necessity to address the challenges of contemporary living.

Over the centuries, both cultures have developed a particular sensitivity to natural materials and the environmental context. This cultural heritage today represents a precious resource for rethinking the way we design and construct our living spaces. Biophilic architecture, the conscious use of natural materials, and the integration of buildings into local ecosystems are not passing trends, but concrete responses to the demands of sustainability and well-being that characterize our time.

The lesson that emerges from Kuma's vision is clear: architecture must return to being part of a broader conversation with materials, with nature, and with natural cycles. Only in this way can it respond to contemporary challenges without losing its identity and connection to the territory.

Diasen and the Culture of Materials as an Ecosystem
The design approach described by Kengo Kuma finds a natural resonance in the philosophy of Diasen, a Marche-based B-Corp company specializing in architectural systems based on cork and natural materials. As the Japanese architect emphasized, natural materials are not simple surfaces, but living elements capable of creating sustainable building ecosystems in harmony with the environment.

At Diasen, we share this vision, placing cork at the center of our research as the biophilic material par excellence: natural, tactile, evolving, capable of combining aesthetics, technical performance, and living comfort. Our commitment to promoting an ethics of materials and building lasting beauty aligns perfectly with the principles expressed by Kuma: an architecture that listens, respects the context, and restores the centrality of humanity and nature.

Through ongoing research into eco-friendly materials and innovative construction systems, Diasen supports designers and architects in creating buildings that do more than simply construct spaces, but bring them to life, integrating them with the landscape and improving people's well-being. The dialogue between the Mediterranean and Japan, between tradition and innovation, between materials and sustainability, continues to offer valuable insights for designing regenerative environments that concretely improve the quality of life of people and the environment we inhabit.

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Ha pubblicato un articolo il 05/08/2026
BIMeet&Greet 2026: torna l’evento che unisce innovazione, formazione e solidarietà

L’1 e 2 ottobre 2026 il Teatro DisPlay del Brixia Forum di Brescia ospiterà la seconda edizione di BIMeet&Greet, l’evento benefico dedicato al mondo del Building Information Modeling, dell’architettura, dell’ingegneria e delle costruzioni.

Dopo il successo della prima edizione, BIMeet&Greet torna con un obiettivo ancora più ambizioso: creare uno spazio di dialogo, formazione e networking dove professionisti, aziende, studenti e istituzioni possano confrontarsi sulle sfide che stanno trasformando il settore delle costruzioni, mettendo sempre al centro un valore fondamentale: la solidarietà.

Un evento per costruire il futuro del settore
L’innovazione non nasce mai da un’unica voce. Nasce dall’incontro tra esperienze, competenze e punti di vista differenti.

È proprio da questa convinzione che prende vita BIMeet&Greet: un evento pensato per mettere in connessione chi ogni giorno contribuisce a progettare, costruire e trasformare il territorio.

Durante le due giornate si alterneranno oltre 40 speaker provenienti da tutta Italia e non solo, che porteranno sul palco esperienze concrete, casi studio e riflessioni sui temi che stanno ridefinendo il mondo delle costruzioni.

Al centro del dialogo ci saranno il Building Information Modeling (BIM) e la trasformazione digitale dei processi, insieme alle sfide legate alla sostenibilità, all’intelligenza artificiale, alla progettazione e all’architettura, senza dimenticare il ruolo delle infrastrutture, della rigenerazione urbana e dell’evoluzione del quadro normativo. Temi diversi, ma strettamente connessi, che verranno affrontati da prospettive complementari con l’obiettivo di stimolare il confronto, condividere esperienze e immaginare insieme il futuro del settore delle costruzioni.

L’obiettivo non è soltanto raccontare il cambiamento, ma favorire un dialogo aperto tra professionisti, aziende, istituzioni e mondo accademico, creando nuove connessioni e opportunità di crescita per tutta la filiera.

Innovazione e solidarietà: un binomio che continua
BIMeet&Greet è prima di tutto un evento benefico.

Anche per questa edizione l’intero ricavato sarà devoluto alla Fondazione Nadia Toffa Onlus, affinché formazione, innovazione e responsabilità sociale possano continuare a camminare insieme.

Per noi condividere conoscenza significa anche generare un impatto concreto.

La prima edizione ha dimostrato quanto questo obiettivo possa trasformarsi in realtà.

Grazie alla partecipazione della community, l’intero ricavato dell’evento 2025 è stato destinato alla Fondazione Nadia Toffa Onlus, che lo ha devoluto al Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale (DMMT) dell’Università degli Studi di Brescia per sostenere il progetto di ricerca “Nanosistemi avanzati per il trattamento del Glioblastoma Multiforme”, sviluppato dal Laboratorio di Tecnologia Farmaceutica Avanzata diretto dalla Prof.ssa Delia Mandracchia.

Un risultato che ci rende orgogliosi e che rafforza la convinzione che innovazione e solidarietà possano generare valore ben oltre il settore delle costruzioni.

Uno spazio dedicato alle nuove generazioni
Crediamo che il futuro del settore si costruisca investendo nelle persone.

Per questo BIMeet&Greet dedica grande attenzione ai giovani professionisti e agli studenti, creando occasioni di incontro con aziende, docenti e professionisti del settore.

Anche nel 2026 tornerà il NextGen BIM Award, il premio che valorizza le migliori tesi dedicate al Building Information Modeling e alla digitalizzazione dei processi nelle costruzioni.

L’iniziativa nasce per dare visibilità ai nuovi talenti e creare un ponte concreto tra università, ricerca e mondo professionale, premiando idee innovative e progetti capaci di contribuire all’evoluzione del settore.

La cerimonia di premiazione si svolgerà durante BIMeet&Greet 2026.

Perché partecipare
Partecipare a BIMeet&Greet significa:
  • aggiornarsi sui temi che stanno trasformando il settore;
  • ascoltare esperienze concrete raccontate dai protagonisti dell’innovazione;
  • conoscere professionisti, aziende e studenti provenienti da tutta Italia;
  • creare nuove opportunità di collaborazione;
  • sostenere un progetto benefico che investe nella ricerca scientifica.
Due giornate per imparare, confrontarsi, creare relazioni e contribuire insieme a costruire un futuro più innovativo e più responsabile.

Ti aspettiamo a Brescia
📅 1-2 ottobre 2026
📍 Teatro DisPlay – Brixia Forum, Brescia

Se vuoi vivere due giornate dedicate all’innovazione, alla formazione e alla solidarietà, BIMeet&Greet ti aspetta.

Continua a seguire i canali social di BIMeet per scoprire gli speaker, il programma completo, tutte le novità sull’evento e gli aggiornamenti sul NextGen BIM Award.

Per qualsiasi informazione puoi contattarci all’indirizzo bimeet@skeinbim.com.

Ci vediamo a Brescia. 
👉🏻Per maggiori info visita il sito

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Ha pubblicato un articolo il 18/06/2026
Eurotubi Pressfitting AISI 316L GAS per la rinnovata Facoltà di Medicina in Hradec Kralove

Una referenza d’installazione completamente dedicata agli impianti GAS realizzati con il pressfitting AISI 316L GAS, dove le qualità superiori dell’acciaio inox si prestano perfettamente alla realizzazione degli impianti per i laboratori di ricerca della prestigiosa Università Carolina. Vediamo insieme perché il pressfitting in acciaio è la scelta migliore anche nelle installazioni dei laboratori di ricerca dove: sicurezza, prestazioni durature nel tempo ed estrema velocità di realizzazione degli impianti sono qualità imprescindibili.


Scheda della referenza d’installazione Eurotubi Pressfitting
Struttura in cui è stato realizzato l’impianto: Facoltà di Medicina e Farmacia dell’Università Carolina (Charles University) “MEPHARED 2”, Hradec Kralove – Repubblica Ceca.

Tipologia d’impianti e sistemi Pressfitting Eurotubi utilizzati: Raccordi e tubazioni con profilo “M” in acciaio inox AISI 316L GAS per gli impianti di distribuzione della rete gas dei servizi e delle linee di alimentazione gas per i laboratori – 300 bruciatori da laboratorio.

Quantità di raccordi e tubazioni Pressfitting utilizzate:
  • 1.000 Raccordi Eurotubi Pressfitting con profilo “M” in acciaio inox AISI 316L GAS con diametri Ø dal 18 al 108 mm;
  • 3.500 metri di tubazioni in acciaio inox AISI 316L.
 
Operatività della struttura: a partire dall’anno accademico 2026/2027.

Nome del distributore: “IVAR CS”.

Maggiori problematiche risolte tramite l’utilizzo del pressfitting Eurotubi:
  • Rispetto degli elevati standard di sicurezza – elevata resistenza ad eventuali urti accidentali;
  • Assenza di rischi d’incendio durate le operazioni di assemblaggio – nessuna fiamma libera impiegata;
  • Realizzazione e consegna dell’impianto completo in brevissimo tempo – rispettando le scadenze preventivate.

Università Carolina: un’eredità storica al servizio dell’innovazione biomedica
Fondata nel 1348 dall’imperatore Carlo IV, l’Università Carolina è il più antico ateneo dell’Europa centrale. Nata dalla visione del sovrano di trasformare Praga in un fulcro culturale e scientifico di respiro continentale, l’istituzione ne custodisce ancora oggi il nome in omaggio al suo fondatore.

Nel secondo dopoguerra l’ateneo amplia i propri confini, e, nel 1945, nasce la Facoltà di Medicina a Hradec Králové, seguita nel 1969 dalla Facoltà di Farmacia. Qui la formazione accademica s’intreccia con l’attività clinica e la ricerca. L’Università ha una forte vocazione internazionale, offre, infatti, ospitalità anche a studenti stranieri, fornendo corsi anche in lingua inglese. Oggi il campus continua a investire in infrastrutture moderne, con strumenti di simulazione avanzata e ricerca traslazionale, consolidando il proprio ruolo nel panorama scientifico europeo.

MEPHARED 2 rappresenta il secondo capitolo dell’ambizioso polo architettonico dell’Università Carolina a Hradec Králové. Acronimo di Medical and Pharmaceutical Research and Education, il nuovo edificio nasce per unire in un unico campus d’eccellenza laboratori d’avanguardia e spazi didattici moderni, favorendo una naturale sinergia tra ricerca biomedica e collaborazione interdisciplinare.

Facoltà di Medicina e Farmacia di Hradec Králové: un ambizioso progetto architettonico per il futuro della ricerca biomedicale europea
Il progetto MEPHARED 2 si configura come l’intervento infrastrutturale di maggior rilievo nella storia recente dell’Università Carolina. L’opera consiste nell’unificazione, all’interno di un unico polo accademico a Hradec Králové, delle Facoltà di Medicina e di Farmacia. L’investimento complessivo per la realizzazione di questo hub d’eccellenza supera i 7 miliardi di corone ceche, con una pianificazione che vede il completamento edilizio e l’allestimento tecnologico finalizzati entro il 2026.

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